Le incisioni rupestri e i sarcofagi di Rocca d’Olgisio (PC)
Situata a pochi chilometri dalla città di Piacenza, la Rocca d’Olgisio sorge adiacente a due grotte ricche di incisioni rupestri e sarcofagi scavati nella pietra, forse sede di culti sacrificali preistorici, successivamente cristianizzati con la sovrapposizione della leggenda di Santa Faustina e Santa Liberata. Tale leggenda, atta a reinterpretare la sacralità del luogo nel senso della religione “venuta a predominare in occidente”, narra che due sorelle, Faustina e Liberata, volendosi fare monache, scapparono dalla primigenia fortezza, fondata da loro padre tale Giovannato nel V secolo dopo cristo, rifugiandosi presso le due grotte a pregare.
Con ogni probabilità le due grotte, site una agli antipodi dell’altra secondo uno schema comune ai culti litici, ospitavano forse un culto agreste di Liber e della sua consorte Libera, da cui deriverebbe, a nostro modesto parere, il nome di una delle due sante. Ma è anche probabile che tale culto duale abbia radici preromane e forse appunto preistoriche. Una roccia particolarmente esposta e ricca di coppelle è stata indicata come un possibile masso altare.

Curiosamente all’interno del castello si ripete continuamente uno simbolismo binario: sul loggione del castello ad un volto umano con espressione consolatoria si alterna un volto più sinistro, tra cui spiccano uomini selvaggi e demoni. Le teste in totale sono 12 e al centro si trova quella del demonio.
Uno dei camini più antichi interni alla rocca ospita una analoga coppia: da una parte la melusina, dall’altra la colomba. Forse una antica eco del culto duale che si officiava presso le due grotte? Non lo sapremo mai, dobbiamo accontentarci delle leggenda successiva delle due Sante.
Tra le varie leggende sulla Rocca si annovera quella di un pozzo dotato di numerose nicchie atte al passaggio di esseri umani verso cavità ipogee: curiosamente dei sommozzatori hanno identificato le nicchie ma queste non sarebbero tali da ospitare e far passare un essere umano perché troppo piccole.
Terminando, con un po’ di fantasia, si tratterebbe di uno uno scenario degno del mitico racconto “I topi nel muro” dello scrittore H.P. Lovecraft!

Testo e foto di AA
