L’Assemblea delle Lance

Il Gairethinx è un istituto assembleare tipico del mondo germanico e con questa specifica denominazione è un termine proprio al più antico diritto Longobardo, così come lo testimonia ancora l’Editto di Rotari. Gaire designa la lancia mentre thinx è il vocabolo longobardo che designa l’assemblea degli uomini liberi, del tutto similare al più noto thing islandese.

Si pensa che la percussione delle armi, e delle lance nello specifico, contro gli scudi fosse il metodo tradizionale di acclamazione tipico, almeno nei tempi più antichi, di tale istituto assembleare. La lancia, inoltre e non a caso, è l’arma che indica il potere presso i longobardi: essi, infatti, conoscevano la dinastia dei Gugingi, ovvero di coloro che traggono il nome della loro schiatta da Gungnir, la lancia di Odino.

Nell’editto di Rotari, peraltro, il termine gairethinx viene però anche a designare il «fatto giuridico» in senso lato, evoluzione del significato non dissimile a quanto avvenuto per l’anglosassone thing, venuto a significare «la cosa» nell’inglese contemporaneo. Tale espressione riprende quell’accezione, tipicamente indoeuropea, di res pubblica: ovvero cosa sì, ma pubblica, resa manifesta nel consesso della vita organizzata politicamente dalla cerchia degli uomini liberi.
Già da queste argomentazioni introduttive esprimiamo l’auspicio per il quale l’assemblea delle lance parli il linguaggio dell’eterno e che, se nei secoli a venire qualcuno rileggerà questi scritti, sarà evidente che alcuni uomini decisero di non piegarsi alle logiche della nostra epoca. Eppure, l’assemblea delle lance non è soltanto volta e pensata alla descrizione e alla conservazione museificata di ciò che è antico e passato. Bensì che tali ambiti, nella loro dignità scientifica, siano piuttosto uno strumento filologico per puntualizzare ciò che è destinato a durare, a determinare l’essenza dell’eterno.

Non uno studio progressista e scientista del passato, neppure una divagazione entusiasta priva di riferimenti filologici puntuali.

Non passatisti, non meramente contemporanei, ma inattuali ed eterni.

La Redazione